Residenza Poietica V
Residenza Poietica è un progetto di residenza artistica dedicato a giovani artistə e operatorə culturali under 30 che vogliono crescere professionalmente nel mondo dell’arte contemporanea.
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L'ARTE CONTEMPORANEA ACCOGLIE LA POESIA
Residenza Poietica è un progetto che ogni anno coinvolge un gruppo di artistǝ e creativǝ under 30, di cui almeno unǝ poetǝ sperimentale, selezionatǝ tramite open call. Durante la residenza, lə partecipanti possono sviluppare il proprio percorso creativo, collaborare con altrǝ professionistǝ del settore e confrontarsi in un ambiente stimolante e creativo.
Giunto alla sua quinta edizione, il progetto offre attività formative, supporto alla produzione e alla diffusione dei lavori, e un accompagnamento strategico anche dopo la conclusione della residenza, per dare continuità ai progetti artistici nati durante l’esperienza.
Il risultato finale del progetto di residenza viene presentato come parte della programmazione autunnale di Fondazione Merz.
Consulta il nostro ARCHIVIO DIGITALE per vedere tutti i progetti vincitori delle scorse edizioni!
Residenza Poietica è un progetto di Amalgama in collaborazione con Fondazione Merz. Maggior sostenitore Fondazione Compagnia di San Paolo, con il contributo di Fondazione CRT. Partner scientifico Ricerca x.
LA QUINTA EDIZIONE
L'edizione di quest’anno ha promosso l’ibridazione tra linguaggi, invitando ad esplorare e manipolare i confini mutevoli del rapporto tra Segno, senso, spazio.
Segno, senso, spazio
Riattivare la relazione linguaggio-mondo mediante la poesia come pratica artistica
Concept V Edizione, in collaborazione con l'artista e ricercatore Alessandro De Francesco.
La quinta edizione di Residenza Poietica è stata dedicata ad un’indagine sulle relazioni tra significante, significato, spazio e mondo. Il concept 2025 mirava a riattivare e al tempo stesso decostruire le dualità del linguaggio, considerando la poesia come pratica artistica e come luogo in cui il segno si manifesta non solo come parola, ma come gesto, voce, relazione ed esperienza sensibile. L’obiettivo era quello di estendere la poesia oltre il piano linguistico, verso lo spazio, il corpo e la dimensione collettiva, favorendo l’interazione tra immateriale e materiale, concettuale ed emotivo.
Il progetto in residenza ha dialogato con il concept della V edizione esplorando la possibilità di disfare e rifare il linguaggio attraverso il suono, la voce e il gesto. Nel lavoro dellɜ artistɜ, la filastrocca diventa un terreno privilegiato per indagare il rapporto tra significante e significato, tra parola e mondo. Attraverso la ripetizione, la musicalità e il ritmo, il linguaggio poetico si spoglia della sua funzione descrittiva per farsi esperienza: non più veicolo, ma generatore attivo di senso.
In questo processo, la lingua si piega, si frammenta, si moltiplica: produce cortocircuiti semantici e sonori che aprono varchi verso nuove forme di percezione e di relazione. All’interno del lavoro dellɜ artistɜ, il linguaggio si rivela nella sua natura più corporea e materiale. Come suggerisce il concept della residenza, il segno non è solo parola, ma fenomeno sensibile, parte viva del mondo.
Nel dialogo tra le componenti visive, sonore e testuali, il progetto interroga la possibilità di una lingua che non chiude, ma che genera: una lingua che, disfandosi, continua a farsi.
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L’altro anno è andata così
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