Residenza Poietica I
Residenza Poietica è un progetto di residenza artistica dedicato a giovani artistə e operatorə culturali under 30 che vogliono crescere professionalmente nel mondo dell’arte contemporanea.
L'ARTE CONTEMPORANEA ACCOGLIE LA POESIA
Residenza Poietica è un progetto che ogni anno coinvolge un gruppo di artistǝ e creativǝ under 30, di cui almeno unǝ poetǝ sperimentale, selezionatǝ tramite open call. Durante la residenza, lə partecipanti possono sviluppare il proprio percorso creativo, collaborare con altrǝ professionistǝ del settore e confrontarsi in un ambiente stimolante e creativo.
Giunto alla sua quinta edizione, il progetto offre attività formative, supporto alla produzione e alla diffusione dei lavori, e un accompagnamento strategico anche dopo la conclusione della residenza, per dare continuità ai progetti artistici nati durante l’esperienza.
Il risultato finale del progetto di residenza viene presentato come parte della programmazione autunnale di Fondazione Merz.
Consulta il nostro ARCHIVIO DIGITALE per vedere tutti i progetti vincitori delle scorse edizioni!
Residenza Poietica è un progetto di Amalgama in collaborazione con Fondazione Merz. Maggior sostenitore Fondazione Compagnia di San Paolo, con il contributo di Fondazione CRT. Partner scientifico Ricerca x.
LA PRIMA EDIZIONE
Come nasce Residenza Poietica?
Nella Torino degli anni ’60 viene ideato “un progetto utopico rimasto su carta” (M. Spatola): la Maison Poétique. Un progetto di ricerca tra campi artistici differenti, che ha luogo in uno spazio (rimasto solamente ideale) circoscritto e riparato, dove gli artisti possono vivere in collegialità in un ambiente familiare - la maison appunto – e lavorare con un approccio di scambio laboratoriale, affinché tutte le arti possano trovare la propria poetica e la propria utopia – la poétique. «La ‘maison poétique’ era al contempo una metodologia creativa di operatori in campi artistici diversi per fare insieme poesia visiva, musica, arte e architettura, e nello stesso tempo prefigurava uno spazio ambiente con quelle stesse caratteristiche poetiche e geometriche» (L. Castagno). Un percorso di “liberazione della poesia da se stessa” per trovare uno spazio - prima ideale e subito dopo fisico – confortevole, dove potersi esprimere a fianco delle altre arti.
Nel contemporaneo dell’associazionismo e del boom delle residenze d’artista, questa Maison Poétique, così come descritta da chi l’ha vissuta, ci sembra tornare estremamente attuale. Si riconferma, ai fini della buona riuscita di un processo di intermedialità, l’importanza del “contenitore”, dello spazio fisico entro cui modellare una solida poetica.
L’intento non vuole essere quello di replicare l’idea di un gruppo di artisti e intellettuali del secolo scorso, ma di tentare di coglierne le importanti fondamenta per permettere ad altri artisti di costruire su un terreno solido.
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L’altro anno è andata così
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